Dai nostri monti alla Siria del Nord, sempre partigiani! – From our mountains to Northern Syria, always partizans!

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[Italian, english below]

Dai nostri monti alla Siria del Nord, sempre partigiani!

Settantatre anni fa l’Italia veniva liberata dall’oppressione nazi-fascista. I partigiani erano la parte di quella generazione che decise di combattere il fascismo e di lottare per una società più umana, libera e giusta. Un’impresa difficile per cui tanti hanno sacrificato la vita. tantissimi hanno rischiato di perderla, sono stati arrestati e torturati. Quanti hanno partecipato alla Resistenza rimarranno per sempre un esempio per tutto il mondo di coraggio e umanità.

Anche nella nostra epoca continua lo scontro tra chi lotta per una società libera, democratica e pacifica e chi vuole portare oppressione e guerra in nome di un popolo o di un dio superiore. Proprio come allora c’è chi è pronto a chiudere gli occhi o a sostenere il fascismo, nelle sue diverse forme, per ottenere più potere o più profitti. Noi abbiamo deciso di stare dall’altra parte, dalla parte della Resistenza, e sappiamo di non essere soli. In Italia e in tutto il mondo i nostri amici e compagni stanno nelle lotte dei lavoratori, degli studenti, dei migranti, nel movimento No Tav e ovunque ci siano persone che desiderano un futuro più umano e giusto.

Nella Siria del Nord, sta rivivendo lo stesso scontro che ha visto i partigiani combattere contro il fascismo. Il nemico è lo stesso che si combatteva sui nostri monti più di settanta anni fa, come anche la sua mentalità, ha solo cambiato volto: il fascismo di oggi in Siria ha la faccia di Erdogan, dell’ISIS e di al-Qaeda. Come all’epoca i nostri politici e i nostri governi quotidianamente tradiscono i valori della Resistenza, perché fanno affari con questo fascismo e ne tacciono i crimini – quando non li approvano esplicitamente. Per loro la rivoluzione della Siria del Nord è da distruggere perché rappresenta la speranza di una società libera, democratica e in cui diversi popoli vivano in amicizia.

In questa rivoluzione rivivono gli ideali dei partigiani di allora e, spirati dal loro esempio, siamo venuti qui dall’Italia per difenderla e contribuirvi. Nonostante la distanza geografica e temporale, i nostri compagni curdi, arabi, assiri e turcomanni sentendo le storie della resistenza le sentono come quelle di persone loro compagne e amiche. Nelle lunghe notti passate al fronte e sotto i bombardamenti, nel lavoro quotidiano di costruire una società democratica e libera, spesso il nostro pensiero è andato a chi ha combattuto nella Resistenza, alla ricerca di una fonte di forza e coraggio per fronteggiare il fascismo di oggi. I martiri della Resistenza sono sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, e lotteremo sempre perché i loro valori non siano mai sconfitti.

«Marciavamo con l anima in spalla nelle tenebre la su
ma la lotta per la nostra libertà il cammino ci illuminerà»

Buon 25 Aprile a tutti gli antifascisti italiani!

Italiani nella rivoluzione della Siria del Nord

From our mountains to Northern Syria, always partizans!

Seventy-three years ago Italy was liberated from Nazifascist oppression. The partisans were part of that generation that decided to fight fascism and struggle for a society more humane, free and just. A difficult venture for which many sacrificed their lives. Many more risked their lives, were arrested or tortured. Those who participated in the Resistance will forever remain an example of courage and humanity to the whole world.

Today, the fight continues between those who struggle for a free, democratic and peaceful society and those who want to bring oppression and war in the name of racial or religious superiority. Just as before, there are those who are ready to close their eyes or to support fascism, in its different forms, for obtaining more power or profit. We decided to take a stand, on the side of the Resistance, and we know that we are not alone. In Italy and across the world our friends and comrades are taking part in workers’ struggles, student struggles, migrant struggles, the No Tav; everywhere there are people who desire a future more fair and humane.

In Northern Syria, the same struggle that the partisans fought against fascism is being revived. The enemy is the same that was fought in our mountains more than 70 years ago, it has the same mentality, it has only changed its face: fascism today in Syria has the face of Erdogan, of ISIS and of al-Qaeda. Like all eras our politics and our governments repeatedly betray the values of the Resistance, because they make deals with fascist Turkey and they ignore its crimes – that is, when they don’t explicitly endorse them. For them the revolution in northern Syria must be destroyed because it represents the hope of a free and democratic society, in which peoples of all religions and ethnicities live together in peace.

In this revolution the ideals of the partisans are revived and, inspired by their example, we came here from Italy to defend and contribute to that rich history of resistance. Upon hearing the stories of the resistance, our Kurdish, Arab, Assyrian and Turkmen comrades feel as though they are those of their comrades and friends, despite the distance in time and space. In the long nights passed at the front and under aerial bombardment, in daily work constructing a democratic and free society, often our minds wander to those who fought in the Resistance, in searching for a source of strength and courage to confront the fascism of today. The blood of the martyrs is our blood, their veins are our veins, and we will fight so that their values will never be defeated.

Marciavamo con l’anima in spalla nelle tenebre lassù
ma la lotta per la nostra libertà il cammino ci illuminerà

Happy 25 April to all antifascists!

From the Italian revolutionaries in northern Syria