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Questa terra
Fertile di sogni
Apre i nostri cuori
In un solo cuore
Vivono migliaia di anime
Perché l’amore non ha confini
Il mio coraggio
non appartiene solo a questo corpo
Il mio coraggio
é quello di migliaia di altre
L’amore
Tiene insieme l’universo tutto
É la chiave della vita
E del nostro successo
Le stelle più luminose
Sono i compagni
Che hanno versato il sangue
Per permettere ai nostri piedi
Di toccare queste terre
La vita vince la morte
Nel sorriso dei bambini
Nell’abbraccio di una madre
In ogni canzone gridata
O danza condivisa
Questa terra
Fertile di sogni
che diventano realtà
Perché la resistenza é vita
E la vita vincerà
Quelli che viviamo sono tempi intensi. Questa é una guerra sporca. Una guerra crudele, imposta dalla mentalità del potere. Una guerra che non fa parte della nostra pelle, della nostra essenza. É una guerra che fa rivoltare le stomaco, che fa gridare a squarciagola con le lacrime agli occhi. Perché quello che ci appartiene é la vita. Abbiamo paura della guerra perché sappiamo cosa attacca, cosa cerca di privare. Abbiamo paura di ciò che vuole toglierci l’umanità. Ma é proprio questa paura dell’ingiusto che ci deve spingere. Ascoltiamo la paura e rispondiamo indirizzandola.
La resistenza é ciò che appartiene a noi. Siamo donne, giovani, umani per la pace. Amiamo così tanto la vita che siamo pronti a difenderla, con tutti i nostri mezzi.
Proteggiamo queste terre, perché incarnano dei valori universali. Proteggiamo le idee ed un paradigma che mette al centro la società che riscopre la propria etica. Proteggere queste terre significa proteggere l’umanità, che é in costante ricerca di libertà. Significa proteggere la donna, che ha ritrovato la sua luce ed ora splende.
Significa proteggere anche le nostre terre. Perché la rivoluzione del Rojava ci ha ispirati: é stato un seme che ha permesso di raccogliere frutti ovunque. Ha raggiunto ogni latitudine. Nell’universo tutto é in connessione: il sangue versato per permettere alla democrazia di vivere nella Siria del nord est ha avuto una conseguenza anche su di noi. Ha dato la possibilità di influenzare migliaia di persone, ha ridato il significato all’esistenza; e ha portato alla costruzione di tanti progetti di vita comunale.
E proteggere queste terre significa proteggere la lotta che scorre nel nostro sangue.
Seguiamo i passi dei rivoluzionari di ogni epoca: siamo Ada Gobetti, Rosa Luxemburg, Sakine Cansiz; siamo i partigiani delle nostre montagne.
Dunque, proteggiamo con le nostre possibilità questa rivoluzione. Anche con le nostre fragilità, con le nostre difficoltà. C’è bisogno di noi.
Possiamo fare un passo in più. Possiamo rompere con audacia. Siamo pronti, perché nel cuore abbiamo amore e nella mente abbiamo ideali forti.
E sappiamo cosa stiamo difendendo, per questo lottiamo. Abbiamo un’ideologia, abbiamo Reber Apo, abbiamo migliaia di martiri che ci reggono la schiena. Abbiamo il compagnerismo, una volontà, la possibilità di rompere il sistema. Abbiamo una responsabilità storica. La scriviamo noi la storia. É il momento di incarnare l’internazionalismo: qui ed ora.
La rivoluzione del Rojava ci ha permesso di sognare in grande. E questi sogni sono talmente ampi che non hanno confini: é nostro compito conservarli e ampliarli.La liberazione di Kobane, la costruzione di Jinwar, il villaggio delle donne, le bandiere della libertà che sventolano di fronte alle montagne, le comuni in ogni quartiere: il Rojava é tutto questo e molto di più. É la vita democratica. É la vita che vince sulla morte. É la resistenza che grida “o vittoria o vittoria”. É il sospiro di libertà.
Ad oggi non esistono azioni troppo grandi o troppo piccole.
Tendiamo le mani a tutti coloro che credono nel socialismo, che sono pronti a difendere la rivoluzione di questo secolo, la rivoluzione delle donne.É il momento di organizzare noi stessi e chi ci sta intorno. Perché la rivoluzione del Rojava é la nostra rivoluzione.
An serkeftin an serkeftin! O vittoria o vittoria!